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Guida · Riconoscere i visitatori del sito

Chi visita il mio sito? Come vedere le aziende che ci passano

Ultimo aggiornamento: 11 agosto 2026

Le persone che visitano il tuo sito non puoi vederle: il GDPR lo vieta e nessuno strumento serio lo promette. Le aziende sì, perché ogni impresa naviga da una rete registrata a suo nome, come una targa. Radar legge quella targa e ti mostra gratis nome, città e pagine viste delle prime 100 aziende.

Cosa puoi davvero sapere su chi visita il tuo sito

Partiamo dalla domanda vera, quella che fa un titolare quando guarda le statistiche del sito: "queste 500 visite chi sono?". La risposta onesta ha due metà.

Le persone: no. Non esiste un modo legale, in Italia e in Europa, per sapere che il signor Bianchi ha aperto la tua pagina prezzi ieri sera. Il GDPR protegge la persona fisica, e fa bene. Gli strumenti americani che promettono il nominativo della singola persona lavorano su banche dati che in Europa non si possono usare.

Le aziende: sì. Un'azienda non è una persona fisica: ragione sociale, sede e partita IVA sono dati d'impresa, pubblici per legge, iscritti in Camera di Commercio. Quando qualcuno naviga dall'ufficio, la visita parte da una rete che risulta intestata a quell'azienda. Riconoscerla è lecito, e cambia il modo di leggere il traffico: non più "500 visite questo mese", ma "queste 27 aziende sono passate di qui, ed ecco cosa hanno guardato".

Come funziona: la targa della rete aziendale

Il meccanismo non è magia, ed è giusto spiegarlo per intero. Ogni rete connessa a internet ha un indirizzo IP. Gli indirizzi IP europei sono assegnati e registrati dal RIPE NCC, il registro ufficiale di internet per l'Europa, attivo dal 1992: chi intesta una connessione aziendale finisce lì, con nome e riferimenti. È la targa della rete aziendale: come la targa di un furgone dice a chi è intestato il mezzo, l'IP di una rete aziendale dice a quale impresa è intestata la connessione.

In pratica succede questo, in quattro passaggi:

  1. La visita. Un dipendente di un'azienda apre il tuo sito dall'ufficio. La richiesta parte dall'IP della rete aziendale, per esempio 93.63.x.x.
  2. La targa. Radar interroga i registri pubblici: quell'intervallo di indirizzi risulta intestato a "Rossi Meccanica Srl".
  3. L'anagrafica. Il nome viene incrociato con l'anagrafica delle imprese italiane: Rossi Meccanica Srl, sede a Brescia, settore lavorazioni meccaniche.
  4. La scheda. Nella dashboard compare la riga: Rossi Meccanica Srl, Brescia, ha visto la home, la pagina servizi e due volte la pagina prezzi.

Nessun cookie di profilazione, nessun dato sulla persona: solo l'incrocio tra un registro pubblico di rete e un registro pubblico di imprese. Per questo funziona bene proprio in Italia, dove l'anagrafica camerale è completa e aggiornata.

I 4 modi per vedere chi visita il sito, a confronto

"Vedere chi visita il sito" può voler dire quattro cose diverse. Questa tabella le mette in fila, perché ognuna risponde a una domanda diversa:

MetodoCosa ti diceCosa non ti diceCosto
Google AnalyticsQuanti visitatori, da dove arrivano, quali pagineChi sono: né persone né aziendeGratis
Search ConsoleCosa cercano su Google prima di arrivare da teChi ha cercato, cosa ha fatto sul sitoGratis
Form e chatNome e contatto di chi decide di palesarsiTutto il resto: oltre il 95% dei visitatori non compila nullaGratis o quasi
Riconoscimento IP, cioè aziendaNome dell'azienda, città, pagine viste, visite ripetuteLa singola persona; le reti non aziendaliDa 0 a 300 euro al mese

I primi tre metodi li hai probabilmente già, e vanno tenuti. Il quarto è quello che trasforma il traffico in nominativi su cui lavorare: è il pezzo che manca a quasi tutti i siti B2B italiani.

Come vederlo in pratica: 2 minuti con Radar

Radar è lo strumento di Clientium che fa esattamente questo, costruito per le aziende italiane. Per provarlo non serve una demo commerciale né una carta di credito:

  1. Crei l'account gratuito su clientium.it/radar.
  2. Incolli uno script nell'header del sito, come quello di Analytics. Leistruzioni di installazione coprono WordPress e i CMS più comuni.
  3. Dalle ore successive la dashboard inizia a popolarsi: nome dell'azienda, città, pagine viste, visite ripetute.

Le prime 100 aziende identificate sono gratis, per sempre e senza asterischi. Se il sito riceve traffico da imprese, lo scopri subito guardando i dati veri, non ascoltando una presentazione. Installa Radar gratis e vedi chi ti sta già cercando: è il modo più rapido per capire se questa categoria di strumenti ti serve.

Cosa NON puoi sapere: i limiti onesti

Qui la maggior parte dei venditori glissa, e invece è il punto da mettere in chiaro prima di installare qualsiasi cosa:

  • Non vedi le persone. Mai il nome del singolo visitatore, per legge e per scelta. Vedi l'azienda, poi il contatto giusto lo trovi con i canali normali.
  • Non vedi tutto il traffico. Chi naviga da casa, dal cellulare o da una rete consumer non è riconoscibile. La copertura reale è tra il 10% e il 40% delle visite, più alta nei settori dove si lavora in sede.
  • Lo smart working riduce il segnale. Il commerciale che ti studia dal divano di casa resta invisibile. Lo stesso vale spesso per partite IVA individuali e microimprese senza connessione intestata.
  • Il nome non è un permesso. Sapere che un'azienda ti ha visitato non autorizza a bombardarla: è un'informazione per scegliere chi contattare e con quale argomento, non una scorciatoia per lo spam.

Questi limiti valgono per tutta la categoria, da Radar ai concorrenti esteri. Diffida di chi promette copertura totale o nominativi delle persone: o non conosce il GDPR, o spera che tu non lo conosca.

È legale? Privacy e GDPR

Sì, ed è utile capire perché, così puoi rispondere anche al tuo consulente privacy. I dati mostrati sono dati d'impresa: ragione sociale, sede, settore. Sono pubblici per legge nei registri camerali e nei registri di rete. Il GDPR protegge le persone fisiche, non le società di capitali.

La base giuridica del trattamento è il legittimo interesse, articolo 6, paragrafo 1, lettera f del GDPR: un'azienda che vende ad altre aziende ha un interesse legittimo a sapere quali imprese mostrano interesse per i suoi servizi. Radar non usa cookie di profilazione, non costruisce profili individuali e non incrocia dati personali: per questo non richiede modifiche al banner cookie del sito.

Quanto costa vedere chi visita il sito

I prezzi della categoria variano parecchio, e non tutti i listini sono pubblici. Questa tabella riporta i prezzi di listino verificati ad agosto 2026:

StrumentoGratisA pagamentoNote
RadarPrime 100 aziende, senza carta e senza scadenza99 €/mese senza vincolo, 990 €/anno; Scale 299 €/meseIn italiano, anagrafica italiana, listino pubblico
Leadfeeder100 aziende ma storico di soli 7 giorniDa 99 €/mese solo con piano annuale (165 € nel mensile); contatti verificati da 369 €/meseSolo inglese e tedesco, sistema a crediti
LeadinfoProva 14 giorniDa 69 €/mese annuale, a scaglioni: cresce con il trafficoSolo inglese, olandese, tedesco e danese
Lead ForensicsDemo su richiestaPrezzo non pubblico, solo su preventivoVendita tramite commerciale

Se vuoi il quadro completo dei concorrenti, con punti di forza e difetti dichiarati, è nella pagina alternativa a Leadfeeder. E se stai valutando anche gli strumenti di statistiche generali, la guida allealternative a Google Analytics spiega la differenza tra contare i visitatori e nominare le aziende.

Dal nome dell'azienda all'appuntamento

Sapere che Rossi Meccanica Srl ha guardato tre volte la tua pagina prezzi è un nominativo, non un contratto. Il valore sta in quello che fai dopo: trovare la persona giusta in quell'azienda, scriverle qualcosa di rilevante, trasformare l'interesse in un appuntamento in agenda.

È il mestiere di Clientium da anni: il nostro Osservatorio Outbound, aggiornato a luglio 2026, copre 723 campagne e quasi 3,7 milioni di email inviate per aziende B2B italiane, con un tasso di risposta medio ponderato dell'1,92%. I nominativi che escono da Radar sono il punto di partenza migliore che esista, perché sono aziende che ti hanno già cercato. Come lavorarli, con quali messaggi e in quale ordine, è spiegato nella guida all'acquisizione clienti B2B.

Domande frequenti

Posso vedere nome e cognome delle persone che visitano il mio sito?

No. Nessuno strumento serio può dirti che "Mario Rossi" ha visitato il tuo sito: il GDPR lo vieta e chi lo promette sta vendendo fumo. Quello che puoi vedere in modo lecito è l'azienda da cui parte la visita, perché la rete aziendale è un dato d'impresa, non un dato personale.

È legale in Italia vedere le aziende che visitano il sito?

Sì. Il nome, la sede e la partita IVA di un'azienda sono dati d'impresa pubblici, non dati personali. Il riconoscimento avviene sulla rete, non sulla persona, e rientra nel legittimo interesse previsto dall'articolo 6(1)(f) del GDPR. Radar non usa cookie di profilazione.

Funziona anche con lo smart working?

In parte. Chi lavora da casa naviga dalla rete domestica, che non è intestata all'azienda, quindi quella visita resta anonima. Chi lavora dall'ufficio, invece, si vede. Per questo la copertura reale è tra il 10% e il 40% del traffico, a seconda del settore.

Serve Google Analytics perché funzioni?

No. Radar è indipendente: è uno script che aggiungi al sito, come Analytics ma separato. Puoi usarli insieme senza conflitti, oppure usare Radar da solo. Funziona su WordPress, Webflow, Shopify, siti custom e qualsiasi CMS che accetti uno script.

Quanto costa vedere chi visita il mio sito?

Con Radar le prime 100 aziende identificate sono gratis, senza carta di credito. Poi il piano Pro costa 99 euro al mese senza vincolo di durata (990 euro se paghi l'anno). Gli strumenti esteri partono da 69 euro al mese ma con scaglioni e vincoli annuali che fanno salire il conto.

Che dati mostra Radar di ogni azienda?

Il nome dell'azienda, la città della sede, le pagine che ha guardato, quante volte è tornata e quando. Non mostra le persone: ti dice che "Rossi Meccanica Srl di Brescia ha visto tre volte la pagina prezzi", poi sta a te decidere come contattarla.

Devo aggiornare il banner cookie per installare Radar?

No. Radar non usa cookie di profilazione e non traccia persone: riconosce la rete da cui arriva la visita e la incrocia con registri pubblici. Non essendoci trattamento basato su cookie di terze parti, il banner che hai già va bene.

Funziona su un sito WordPress o su un sito piccolo?

Sì. L'installazione è un solo script da incollare nell'header, su WordPress bastano due minuti con il tema o un plugin per gli script. E non serve un sito grande: anche con 300 visite al mese, se vendi ad aziende, dentro quel traffico ci sono nominativi che oggi non vedi.

Perché non vedo tutte le aziende che mi visitano?

Perché solo una parte del traffico arriva da reti intestate a un'azienda: il resto sono reti domestiche, cellulari e operatori consumer. In pratica si riconosce tra il 10% e il 40% delle visite. È un limite di tutta la categoria, non di un singolo strumento: chi promette di più non è onesto.

Il traffico del tuo sito contiene già nomi di aziende che ti stanno valutando. L'unico modo per sapere quali è guardare.

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