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Come funziona Radar

Radar riconosce la rete aziendale da cui arriva ogni visita al tuo sito, la incrocia con l’anagrafica delle imprese italiane e ti restituisce il nome dell’azienda, la città e le pagine che ha guardato. Installi una riga di codice, e ogni mattina ricevi l’elenco delle aziende passate il giorno prima.

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La targa della rete aziendale

Il meccanismo non è magia, ed è giusto raccontarlo per intero prima che tu installi qualcosa. Ogni connessione a internet ha un indirizzo IP, e in Europa gli indirizzi non sono anonimi: sono assegnati e registrati dal RIPE NCC, il registro ufficiale di internet per l’area europea, attivo dal 1992. Quando un’azienda attiva una connessione per i propri uffici, quella connessione risulta intestata a lei, con nome e riferimenti, in un registro pubblico e consultabile.

È la targa della rete aziendale. Come la targa di un furgone dice a chi è intestato il mezzo senza dire chi lo sta guidando, l’indirizzo di una rete aziendale dice a quale impresa appartiene la connessione, non chi è seduto davanti allo schermo. Radar legge quella targa e la porta a un secondo registro: l’anagrafica delle imprese italiane, dove il nome grezzo viene verificato e collegato alla ragione sociale reale, alla sede e al settore.

Visita dal sitoTarga di reteAnagrafica impreseRossi Meccanica Srl, Brescia

Un esempio concreto. Martedì alle 10 e 40 un responsabile acquisti apre il tuo sito dal computer dell’ufficio. La visita parte dalla rete della sua azienda, quella rete risulta intestata a Rossi Meccanica Srl, l’anagrafica conferma sede a Brescia e settore lavorazioni meccaniche. Nella tua dashboard compare: Rossi Meccanica Srl, Brescia, ha visto la home, i servizi e due volte la pagina prezzi. Non sai chi fosse la persona, e non ti serve: sai che quell’azienda ti sta valutando adesso.

Due registri pubblici incrociati, nessun cookie di profilazione, nessun dato sulla persona. Se vuoi il quadro completo del metodo, con i limiti tecnici della categoria, lo trovi nella guida su chi visita il mio sito e nella pagina dedicata al riconoscimento dei visitatori.

I tre passi, dall’installazione alla prima chiamata

Tra il momento in cui decidi di provarlo e il momento in cui hai il primo nome in mano passano pochi minuti di lavoro tuo. Il resto lo fa Radar.

  1. Installi una riga di codice

    2 minuti, una volta sola

    Copi lo script dal pannello e lo incolli nell’header del sito, nello stesso punto dove sta il codice di Analytics. Funziona su WordPress, Webflow, Shopify, Wix e siti su misura, e passa anche da Google Tag Manager. Se preferisci non toccare il sito, l’installazione assistita è compresa in tutti i piani. Lo script non usa cookie di profilazione e non appesantisce le pagine.

  2. Radar riconosce le aziende

    dalle ore successive

    Da quel momento ogni visita viene confrontata con i registri di rete e con l’anagrafica delle imprese italiane. Quando l’incrocio riesce, nella dashboard compare una riga con nome dell’azienda, città, pagine viste, orario e numero di ritorni. Quando non riesce, la visita resta anonima e Radar non prova a indovinare: un nome sbagliato costa più di un nome mancante.

  3. Ogni mattina ricevi l’elenco di ieri

    un’email al giorno

    La mail arriva presto, in chiaro, già leggibile dall’anteprima del telefono: le aziende passate il giorno prima, con le pagine che hanno guardato e chi è tornato più di una volta. È pensata per essere aperta con il caffè e girata a chi vende, senza che nessuno debba ricordarsi di entrare in una dashboard.

Cosa vedi nella dashboard

La dashboard è una lista, non un cruscotto pieno di grafici. Il criterio con cui è costruita è uno solo: chi vende deve capire in dieci secondi chi chiamare per primo.

AziendaPagine visteRitorniPriorità
Rossi Meccanica Srl · BresciaHome, Servizi, Prezzi3 visite in 5 giorniAlta
Studio di progettazione · PadovaHome, Casi studio1 visitaMedia
Azienda alimentare · BergamoPrezzi2 visite in 2 giorniAlta

Esempio del formato. Nella tua dashboard: ragioni sociali complete, dal tuo traffico reale.

Il feed delle aziende. Ogni riga è un’impresa, con ragione sociale, città, settore e data dell’ultima visita. Puoi filtrare per periodo, per zona e per pagina vista, ed esportare tutto in CSV per portarlo dove lavorano i tuoi commerciali.

Le pagine viste. Sotto ogni azienda c’è il percorso in ordine, con gli orari: la differenza tra chi è passato dalla home per sbaglio e chi ha letto due casi studio e poi i prezzi si vede a colpo d’occhio.

La priorità di chiamata. Radar ordina le aziende in base a quanto hanno guardato, quali pagine hanno guardato e quante volte sono tornate. In cima trovi chi si sta muovendo davvero. Insieme alla lista arriva la guida su cosa dire quando li chiami, perché la regola pratica è una: si aggancia il bisogno, mai la visita.

I limiti di quantità e le funzioni per piano sono tutti scritti nella paginaprezzi, senza scaglioni di traffico e senza preventivi.

Cosa Radar non vede

Questa parte i venditori di solito la saltano. Noi preferiamo dirtela prima, così decidi con i numeri giusti in testa.

  • Chi naviga da casa o dal cellulare non si riconosce. Una rete domestica è intestata a una persona, non a un’azienda, e il traffico da smartphone passa dagli operatori telefonici. Quelle visite restano anonime, sempre.
  • La copertura tipica va dal 10% al 40% del traffico. Dipende dal settore: dove si lavora in sede, come nella manifattura, si sta nella parte alta. Nessuno strumento della categoria fa meglio, e chi promette copertura totale o non conosce il tema o spera che tu non lo conosca.
  • Le persone non si vedono, mai. Radar riconosce imprese, non individui. Non ti dirà mai che il signor Bianchi ha aperto la pagina prezzi, perché non lo sa e perché non sarebbe lecito saperlo.
  • Le microimprese e le partite IVA individuali spesso restano fuori.Molte non hanno una connessione intestata alla ragione sociale, quindi non c’è nessuna targa da leggere.
  • Radar vede solo da quando è installato. Le aziende passate la settimana scorsa non si recuperano. È il motivo per cui conviene installarlo adesso anche se lo valuti con calma.

Sul fronte privacy la conseguenza è semplice: identificando aziende e non persone, Radar tratta dati d’impresa pubblici. Il GDPR protegge la persona fisica, la società no, e il trattamento si appoggia al legittimo interesse. Non servono cookie di profilazione, quindi il banner del tuo sito resta come è.

Domande frequenti

Serve Google Analytics perché Radar funzioni?
No. Radar è indipendente e non legge i dati di Analytics: è uno script separato che aggiungi al sito. Puoi tenere Analytics acceso, spegnerlo o non averlo mai installato, Radar funziona lo stesso. I due strumenti rispondono a domande diverse: Analytics conta le visite, Radar dice quale azienda le ha fatte.
È legale in Italia?
Sì. Radar riconosce aziende, mai persone. Ragione sociale, sede e partita IVA sono dati d’impresa pubblici, iscritti nei registri camerali, e il GDPR tutela la persona fisica, non la società. La base giuridica è il legittimo interesse, articolo 6, paragrafo 1, lettera f. Non usiamo cookie di profilazione, quindi il banner cookie che hai già sul sito non va modificato.
Quanto ci mette a mostrare i primi nomi?
Lo script inizia ad ascoltare dal momento in cui lo incolli. I primi riconoscimenti compaiono nelle ore successive, appena passa un’azienda da una rete intestata. Con traffico B2B regolare la prima settimana è già indicativa. Una cosa da sapere subito: Radar vede solo da quando è installato, le visite dei giorni precedenti non si recuperano.
Funziona su WordPress?
Sì, e anche su Webflow, Shopify, Wix, Squarespace, HubSpot CMS e siti sviluppati su misura. Serve solo poter inserire uno script nell’header. Su WordPress si fa dalle opzioni del tema o con un plugin per gli script in due minuti. Se usi Google Tag Manager, puoi caricarlo anche da lì.
Devo saper programmare?
No. L’operazione è copia e incolla di una riga, nella stessa posizione dove sta il codice di Analytics. Se preferisci non toccare il sito, l’installazione assistita è compresa in tutti i piani, Free incluso: ci mandi un accesso oppure inoltri le istruzioni a chi gestisce il sito e ce ne occupiamo noi.
Che succede dopo le prime 100 aziende gratis?
Radar smette di aggiungere nomi nuovi e le 100 già identificate restano visibili. Nessun addebito a sorpresa è possibile, perché per il piano gratuito la carta di credito non la inserisci nemmeno. Se vuoi continuare, attivi tu il piano Pro a 99 euro al mese, senza vincolo di durata e con disdetta dal pannello.

Il modo più rapido per capire se ti serve

Nessuna presentazione ti dirà quante aziende ci sono dentro il tuo traffico: te lo dicono solo i tuoi dati. Le prime 100 sono gratis, senza carta di credito, e se decidi di continuare il piano Pro costa 99 euro al mese, senza vincolo di durata.

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